L’idea

Stile di vita italiano si inserisce in un momento di apertura internazionale alle caratteristiche delle diverse culture e a un crescente interesse dei modi di vita degli altri popoli.

Lo stile Italiano oltre le tendenze e le mode suggerisce la possibilità di proporre vari aspetti di vita a misura d’uomo; di unire le Innovazioni con il design degli arredamenti del locale, di presentare il gusto legato alle nostre tradizioni, con l’arte e la storia dei luoghi e del turismo in Italia.

LaBarrique è un progetto che unisce prodotti, emozioni, piacere, divertimento per un diverso modo di rappresentare il vivere italiano.

Stile di vita Italiano che nella sua diversità ed essenza non è solo “prodotto” ma crea interesse per le emozioni che vengono dalla storia, dalle tradizioni e dalla cultura, di ogni regione del bel paese.

ORIGINI DE LA BARRIQUE

I primi usi del barile di legno sembrano risalire all’epoca degli Etruschi verso la fine del 5° secolo Avanti Cristo, ma furono i Galli della Gallia Cisalpina che ne moltiplicarono e diffusero il suo uso. In Francia quindi si è sviluppata l’arte del “passaggio” e maturazione del vino in botte di legno che tutti conosciamo con il leggendario nome di barrique.

La qualità del prodotto finale, come per il vino, dipende dalla qualità della materia prima. Ne consegue che buoni barriques non si possono fare con legno scadente. Il legno migliore si ottiene da Quercie di Rovere (Quercus Petraea sin. Quercus Sessiflora: il cui nome indica il fatto che questa quercia ama i luoghi pietrosi e ben drenati) a da Farnie (Quercus Robur sin. Quercus Peduncolata) di circa 180-240 anni.
Se la pianta è più giovane non ha il legno sufficientemente maturo mentre se è più vecchia ha le fibre legnose meno elastiche. In ogni caso la pianta deve essere diritta, di grano fitto, senza nodi o spuntoni. Le condizioni ideali di crescita per la quercia sono un terreno magro e sabbioso e clima con basse precipitazioni e bassa temperatura media. A questa descizione corrispondono ad esempio le quercie della leggendaria foresta di Tronçais, nel cuore della regione di Allier, che ha una superfice di ca. 12.500 ettari. Altre foreste di qualità si trovano ancora nel dipartimento di Allier, in altre zone della Francia centrale e nei Vosgi.

Essicamento e Stagionatura

Dopo aver selezionato ed abbattuto la pianta migliore è necessario sottoporre il legno ad un lento ma indispensabile processo di essicamento e stagionatura in quanto la pianta fresca è per il 50% ca. composta di acqua, umidità che bisognerà ridurre nell’ordine del 15%, livello su cui poi si stabilizzerà.
Questo processo tradizionalmente richiede diversi anni con le tavole accatastate all’aria aperta. Quate cataste sono sollevate dal suolo onde prevenire il marciume e le tavole sono disposte nord-sud per una migliore circolazione dell’aria. Nonostante ciò il legno non si asciuga uniformemente: le tavole nella parte alta di asciugano ben più rapidamente di quelle della parte inferiore, ragione per cui le cataste vengono tradizionalmente ribaltate almeno una volta l’anno. Idealmente la stagionatura si protrae per un periodo che và dai 18 ai 30 mesi. Durante tale periodo non solo il legno si aciuga ma anche subisce una profonda evoluzione chimica e biochimica che ne affina l’aroma ed il gusto.

Preparazione delle tavole

Da una buona quarcia si ricavano di media 2 barriques. Solo il 20% del legno di una quercia viene usato per la produzione di barriques mentre il restante 80% viene adibito ad altri usi. Il tronco vene letteralmente spaccato in quattro parti lungo la linea della vena, quindi dai quarti vengono rimossi prima il cuore e quindi corteccia e cambio e dal rimanente si ricavano delle tavole di 3-4 cm di spessore che in seguito diventeranno le doghe. Dopo la fase di essicamento e stagionatura che abbiamo precedentemente visto, le tavole vengono tagliate alla misura finale. Il barrique è composto in media di 28-32 doghe mentre ogni fondo è invece composto di ca. 7-9 mezze doghe. La capacità volumetrica del barrique tipo Bordeaux è di 225 litri mentre quella del tipo Borgogna è di 228 litri.

Formazione e Curvatura

Il bottaio inizia con la scelta delle doghe precedentemente ricavate dalle tavole stagionate. Per agevolare la fase di “curvatura”, le doghe dovranno avere il bordo longitudinale esterno leggermente arrotondato e quello interno leggermente rastremato. Le doghe vengono assemblate ad una ad una sul cerchio di assemblaggio formando la rosa che poi diventerà la forma finale del barrique.Dopo l’assemblaggio delle doghe sul cerchio di assemblaggio, inizia la fase della curvatura ponedo le doghe attorno ad un piccolo braciere tradizionalmente alimentato da trucioli. Mentre le doghe si tostano leggermente, il bottaio ne bagna la parte interna battendole con dei sacchi bagnati (la Vadrouille). Mentre il legno si ammorbidisce per la combinazione di calore e umidità, il bottaio spinge il cerchio il più stretto che può e progressivamente stringe le estremità delle doghe, che non sono ancora unite tra loro, con l’ausilio di un cavo d’acciao azionato da un verricello. Il barrique comincia a prendere la tradizionale forma non appena le estremità delle doghe sono giunte a contatto. Quindi prima di rilasciare il verricello viene installato un secondo cerchio chiamato “stampo”. Siccome i barrique vengono costruiti su ordinazione, è il Cliente che sceglie il grado della seconda tostatura (bousinage), che ha lo scopo di sprigionare i profumi ed i sapori del legno. Le due estremità vengono quindi lavorate con l’esecuzione meccanica della ugnatura (quel bordo caratteristico angolato o a punta) e della scanalatura o solco entro il quale andrà fissato il fondo. Per fare il fondo, come abbiamo visto, si utilizzano 6-9 mezze doghe.Tra ogn’una di queste doghe viene inserita una striscia di giunco o vimini appiattito, fissata nella sua lunghezza da una serie di perni o caviglie di legno. Queste striscie di giunco rendono i fondi del barrique perfettamente stagni e a prova di immarcimento. Quindi con l’ausilio di un compasso, il bottaio traccia la forma definitiva dei fondi del baririque e li taglia con la sega. Il primo dei due fondi viene installato con facilità dando qualche colpo di martello o mazzuolo, mentre per il seconda si dovrà far uso di un attrezzo speciale. Succesiivamente viene praticato il foro per la spina sulla più attraente e larga delle doghe per passare poi alla prova di tenuta stagna riempiendo il barrique di acqua bollente e facendolo poi rotolare in ogni direzione. Viene usato anche il metodo combinato acqua-aria compressa. Successivamente si rimpiazzano i cerchi con dei cerchi nuovi fiammanti di alta qualità e si passa il barile sotto la levigatrice meccanica per dargli un tocco finale di bell’aspetto. Il bottaio imprime quindi il marchio di fabbrica.
Per rendere il barrique ancora più solido, talvolta viene aggiunta una mezza doga di traverso sul fondo posteriore, fissandola con dei piccoli cunei o zeppe di legno incastrate sul solco interno. I barriques possono talvolta venire decorati con anelli dilegno di castagno uniti da vinco e l’aggiunta di targhe di rame.

Barili per la maturazione e trasporto del vino vengono prodotti in moltissime parti del mondo come pure barile “misti”: 50% legno americano e 50% legno francese, inoltre altre foreste di quercia pregiata si trovano pure negli USA, Russia, Austria, Ungheria e Slavonia ma questa è un’altra storia.